Viaggio in Mali: Africa misteriosa
Al di là dell'Africa dei safari organizzati c'è un paese ancora tutto da scoprire. E' il Mali, la mitica terra dei Tuareg e dei Dogon, un paese ancora selvaggio e in parte inospitale, poco battuto dalle rotte del turismo, ma proprio per questo ancora più affascinate, soprattutto grazie alla mitica e leggendaria città di Timbouctou
Non c'è solo l'Africa delle savane e dei grandi safari organizzati. Chi vuole cogliere l'anima più sincera del continente nero deve addentrarsi al suo interno, tra inospitali deserti, intricate foreste ed una natura ancora incontaminata. In regioni misteriose e affascinati come il Mali, meta del nostro viaggio di questa settimana, ideale per chi cerca una vacanza insolita al di fuori degli itinerari consueti. Itinerari che non mancano nel paese del fiume Niger, ricco di paesaggi surreali, come quelli offerti dalla misteriosa città di Timbouctou e dagli straordinari villaggi Dogon.
Il Mali si trova nel corno d'Africa, stretto tra Algeria, Niger, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea, Senegal e Mauritania, ed è interamente percorso dal due fiumi, il Niger ed il Senegal, ricchi di affluenti. Il paese è diviso in tre zone naturali: il sudanese, l'area più fertile che copre circa 200 mila chilometri quadrati nel sud e nel delta del Niger, gli altopiani del Sahel e la zona sahariana. Nel sud-ovest si trovano le montagne del Futa Jallon, che toccano i 1000 metri e sono profondamente scolpite da valli. Altri monti si trovano nella regione di Mopti, nell'ansa formata dal fiume Niger, e nella zona nord-orientale di Gao.
Il Mali uno dei più poveri paesi africani ed uno dei pochi a non avere sbocchi sul mare. Ma forse anche per questo resta uno dei più affascinati e misteriosi, anche se la sua visita richiede, specie nei villaggi dell'interno, una buona dose di adattamento. Le attrezzature turistiche sono invece discrete nella capitale, Bamako. Il clima è essenzialmente tropicale, classico della fascia del Sahel: caldo durante il periodo secco, da novembre a febbraio, più umido nel periodo delle piogge, da maggio a settembre, specialmente nel sud. Per questo il periodo migliore per visitare quest'angolo di Africa era va da dicembre a febbraio.
Il Mali nacque come un vero e proprio impero, vasto, forte e potente, già intorno all'anno mille. Visse il suo periodo aureo nel quattordicesimo secolo, sotto Mansa Musa, che estese l'impero sino al litorale atlantico, ad est di Gao. A questo periodo risalgono, in particolare, le caratteristiche moschee e palazzi costruiti con argilla cruda, che si trovano in molti villaggi del Mali. Subito dopo cominciò un rapido declino, culminato con la conquista da parte dei marocchini (1591). Il suo posto venne preso dall'impero di Songhai di Gao, che raggiunse l'Atlantico a Kano ed incluse la maggior parte del Mali e parte della moderna Guinea.
Gli occidentali iniziarono ad occuparsi a quest'angolo di Africa, ancora praticamente inesplorato, nel 1788, quando un gruppo di esploratori inglesi decise che era il momento di rivelare uno dei grandi segreti del continente africano: dove nasce il fiume Niger? Conosciuto nel Mali come Joliba "le acque grandi", a quella data del fiume non si conoscevano né le sorgenti né la foce e neppure il corso preciso. Due i tentativi vennero fatti dal celebre Mungo Park, che scomparve misteriosamente nel 1805, quando aveva solo 34 anni.
Nel 1893 il Mali diventa colonia francese, entrando a far parte nel 1920 del Sudan. Ne uscirà solo nel 1958, unendosi al Senegal, ed il 22 settembre 1960 acquista l'indipendenza, trasformandosi in Repubblica di Mali. Subito dopo indipendenza il Mali ha perseguito una politica di sviluppo economico di impronta socialista, ma non sono mancati i guai interni, tra golpe militari (1968) e carestie (metà degli anni Settanta). Oggi il Mali è uno dei paesi del terzo mondo messi sotto pressione per i loro debiti. Ha privatizzata le sue imprese negli anni Ottanta e ha dovuto fra fronte ad una continua instabilità politica, culminata con l'annullamento delle elezioni legislative nel 1997 per frodi. Nelle successive elezioni, boicottate dall'opposizione, è stato rieletto come presidente Alpha Oumar Konaré.
Un viaggio nel Mali è un itinerario alla scoperta dell'arte e della cultura autentiche di molte delle sue tribù più straordinarie. E' un Paese molto interessante dal punto di vista etnografico, abitato com'è da molte tribù, ognuna con i propri usi e le proprie tradizioni, come i Bambara, i Tuareg, i Dogon, i Songhaï, i Senufo e i Fulani. Vivono nei loro villaggi, raggiungibili solo percorrendo polverose e disagevoli piste o navigando sul fiume Niger, a bordo di un grande battello della Compagnia Maliana di Navigazione, alla ricerca di piccoli villaggi, popolazioni ancora calate in un mondo dai ritmi antichi. Tra i più tipici ci sono i villaggi Dogon sulla falesia di Bandiagara e quelli della pianura.
Il grande e navigabile fiume Niger attraversa il paese per quasi la metà del suo percorso e sulle sue rive si affacciano i centri più importanti, a partire da Bamako, la capitale, il cui nome significa "fiume del coccodrillo". E' una città vivace e brulicante di vita, che ricorda alcuni centri metropolitani dell'Asia, piena di colore e di movimento soprattutto durante la notte. Per una breve visita, non possono mancare il Museo all'interno del Giardino botanico ed il bel Parco zoologico. Interessanti per l'arte locale anche il Centro Nazionale delle Arti, con le botteghe degli artigiani che lavorano tessuti, metalli preziosi e scolpiscono il legno, ed il Museo Nazionale con le maschere e le statue Bambara, Senufo e Dogon.
Da Bamako, 220 chilometri verso nord est di buona strada asfaltata, si raggiunge Segou, la seconda città del Mali per numero di abitanti. Durante il dominio francese, questa città era un centro amministrativo importante. Oggi è uno dei più importanti porti fluviali sul Niger che letteralmente governa il fluire della vita in una città in precario equilibrio tra modernità e passato. Si ritiene che fu proprio qui che arrivo l'esploratore inglese Mungo Park, che scoprì così per la prima volta che il fiume scorreva verso est. Poco più di un centinaio di chilometri sempre verso nord, attraverso la savana fra enormi baobab secolari, acacie, capanne e villaggi abitati dai Bobo e Bambara con i tipici granai e le abitazioni circolari in "banco", ci separano da San.
A poche decine di chilometri da qui si trova una delle più belle città del Mali, Djenné, antica città santa, "gemella" di Timbouctou, che risale al XIV secolo, importante luogo di riferimento carovaniero. Da vedere assolutamente per la spettacolare moschea di Djenné (dove però possono entrare solo i mussulmani) che è considerata la più grande costruzione in argilla del mondo, con guglie spettacolari che ricordano un quadro surrealista. Altra interessante destinazione è Mopti, importante porto fluviale del paese posto sulla confluenza tra il Niger ed il fiume Bani. E' un bel centro, con un mercato caratteristico, sufficientemente attrezzato con alberghi discreti, posti in posizione panoramica lungo il fiume. Si può raggiungere la città in auto ma anche scegliendo la navigazione del Niger su una piroga
Una delle curiosità etnografiche del Mali sono certamente i Dogon. etnia che vive ad un centinaio di chilometri da Mopti, su ripide terrazze rocciose tra Bandiagara e i monti Hombori, famosi per i picchi denominati "dita di Fatima", slanciati verso il cielo per oltre 1.000 metri. Questo popolo ha conservato intatte nei secoli tutte le sue tradizioni e riti religiosi, tra cui la più celebre riguarda la costruzione di affascinati maschere sacre. Nella regione dei Dogon merita una visita il villaggio di Songo, raggiungibile con una pista tortuosa che costeggia i bordi dell'altopiano di Bandiagara. Il villaggio è famoso soprattutto per le sue pitture rupestri, che rappresentano la storia e la mitologia di questo popolo, e per il bel Palazzo Reale Hombori-Koi. In questa zona meritano una sosta anche la moschea di Nandò ed il misterioso villaggio di Ireli con le sue grotte sepolcrali.
Ma la destinazione più affascinante di tutto il Mali è senza alcun dubbio la misteriosa e leggendaria Timbouctou, sorta verso l'XI secolo sulle rotte dei Tuareg e divenuta una delle città più ambite dagli imperi africani che nel medioevo controllavano la regione. Misteriosa è dire poco, se si pensa che di questa città si favoleggiava in Occidente sino ai primi dell'Ottocento. Il poco che si sapeva allora derivava dalle descrizioni degli antichi viaggiatori e geografi mussulmani, come Leone Africano. Nessun europeo, invece, era mai riuscito a raggiungere la città, o a uscirne vivo, per poterla descrivere. Il primo ad avere successo, nel 1828, fu l'esploratore francese René Auguste Callié, che grazie a questa impresa vinse il premio di diecimila franchi messo in palio dalla Società Geografica Francese.
La mitica Timbouctou, "la città d'oro" posta al confine del Sahara, antico luogo di confluenza delle carovane che provenivano dal Maghreb e delle piroghe che trasportavano oro dalle miniere, è oggi ormai quasi abbandonata ma sempre affascinante. Le sue moschee, come la Moschea di Djinguireber, magnifico esempio delle tradizionali tecniche di costruzione in una città nel deserto, sono tra le più antiche del Mali. Da vedere inoltre il Centro Ahmed Baba e il Museo Regionale. Da Timbouctou, l'ultima meta del nostro viaggio è Gao un tempo capitale del grande impero, Per gli appassionati di studi etnografici Gao, antica capitale, nonché porta del Sahara maliano, ospita un Museo Etnografico ricco di oggetti tradizionali.
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