Val di Fiemme: dove lo sport incontra la natura
Alla scoperta di una delle più incantevoli valli delle Dolomiti, quella che fa capo alla Magnifica Comunità fiemmese. Tra tipici villaggi di montagna, un'offerta tra le più interessanti sia per gli appassionati di passeggiate che tra gli amanti degli sport invernali.
Sport e relax. Immersi nella natura e nei grandi scorci panoramici delle montagne più belle del mondo: le Dolomiti. E' l'offerta della Val di Fiemme, splendida area turistica che si estende nel Trentino del Nord e comprende quindici caratteristici paesi in una vallata di 35 chilometri. Tutt'attorno fa da spettacolare corona la catena montuosa del Lagorai, la più estesa del Trentino, il gruppo Latemar e le pale di San Martino. Un paesaggio turistico capace di richiamare turisti da ogni parte del mondo.
La Val di Fiemme - raggiungibile in auto dall'uscita di Egna-Ora dell'autostrada A22 del Brennero, percorrendo poi per una ventina di chilometri la Statale 48 delle Dolomiti - ha una lunga tradizione di ospitalità che l'ha portata a sviluppare un'articolata ricettività e strutture per lo sport ed il tempo libero in sintonia con un ambiente in cui la natura è l'assoluta protagonista. La valle offre inoltre interessanti testimonianze legate ad un passato di autonomia sancita da una particolare istituzione di reminiscenza longobarda, la Magnifica Comunità della Val di Fiemme fondata nel XII secolo, e conserva usi, tradizioni e folclore che contribuiscono a diversificare la vacanza.
Chi ama la storia e l'arte può scoprire il ricco patrimonio di architettura civile e religiosa con palazzi, ville, case tipiche e chiese con oltre 150 affreschi e pitture murali, catalogati e organizzati cime una vera e propria "mostra all'aperto". Chi invece preferisce rilassanti passeggiate in montagne troverà numerosi sentieri segnalati da percorrere per qualsiasi gradi di difficoltà. Senza tralasciare l'offerta invernale, con 140 chilometri di piste da sci, 150 chilometri per il fondo (qui si corre la Marcialonga, gara di gran fondo sulla distanza di 70 chilometri, che ogni anno, l'ultima domenica di gennaio, vede alla partenza oltre cinquemila sciatori) oltre a nuove specialità come lo sci alpinismo, il winder wandering (trekking su sentieri battuti), lo snow sheoeing, il trekking a cavallo e il parapendio. Nei pressi di Predazzo, si trova anche un moderno Stadio del salto con gli sci, con cinque trampolini (uno dei quali da 120 metri), nel quale si svolgono gare di livello internazionale.
Percorsa dal torrente Avisio, la Valle di Fiemme si raccorda a nord-est con la Valle di Fassa ed a sud-ovest con la Valle di Cembra. Il paesaggio è prettamente alpino, caratterizzato dal profilo roccioso delle cime più alte, dai rigogliosi boschi che ricoprono i fianchi delle montagne, dalle acque tumultuose dell'Avisio che scorre nel fondovalle. I boschi della valle rappresentano lo spazio vitale per una flora affascinante e per la fauna selvatica ancora ricca di specie. Parte di questo territorio rientra ora nei confini del "Parco naturale di Paneveggio - Pale di San Martino", che prende il nome dalla foresta di Paneveggio (a pochi chilometri da Predazzo) e dal gruppo dolomitico delle Pale di S. Martino. Per la sua estensione (circa 4.000 ettari), per la fauna che in essa vive (cervi, caprioli, camosci, marmotte) e per la qualità del bosco, la foresta di Paneveggio è considerata una delle più belle ed importanti sia in Italia che in Europa.
Il nostro viaggio inizia da Predazzo, situata all'estremità nord-est della valle, tra la Valle di Fiemme, la Valle di Fassa e la Valle di Primiero, sull'orlo di una grande struttura vulcanica. Con i suoi circa 4.100 abitanti, è il centro più popolato della valle e rappresenta l'evoluzione medievale di dodici masi sparsi nella piana alluvionale fra il Torrente Travignolo, l'Avisio ed il Monte Mulàt detta "Giardino Geologico delle Dolomiti". Offre numerose possibilità di svago sia in estate, legate all'escursionismo, che in inverno grazie alle aree sciistiche dello Ski Center Latemar e di Bellamonte - Alpe Lusia. Da visitare soprattutto il Museo di Geologia per conoscere le peculiarità mineralogiche e naturalistiche dell'ambiente alpino, tra i più visitati dagli studiosi di tutto il mondo.
Seguendo la statale per Cavalese si arriva a Ziano di Fiemme, località frequentata fin dal neolitico di cui sono state ritrovate molte testimonianze. Composto dal nucleo più recente di Ziano e dalle frazioni di Zanon, Roda, Bosin e Zanolin, il paese è adagiato sulla piana alluvionale del torrente Avisio, che causò una violenta alluvione nel 1885. In chiave turistica Ziano può contare sulla presenza di impianti per lo sci da discesa e piste per lo sci di fondo situati direttamente in paese, oltre che di percorsi e sentieri per l'escursionismo estivo sul versante del Lagorai.
Dopo Panchià, tipico paese di montagna ai piedi del massiccio del Cornon e del Monte Agnello che anticamente era con Ziano, un maso del Quartiere e della regola di Tésero dal quale si staccò nel 1780, la strada prosegue verso Tesero, collocata nella zona mediana della valle. Con 2500 abitanti è un valido centro turistico grazie anche alla sua posizione di raccordo tra il Centro dello Sci di Fondo di Lago di Tesero, già sede dei Campionati del Mondo di Sci Nordico del 1991 ed anche dei prossimi campionati del 2003, e la grande area sciistica dell'Alpe di Pampeago. Da vedere la Chiesetta gotica di S. Leonardo, mirabilmente affrescata.
Eccoci poi a Cavalese, il capoluogo della Val di Fiemme ed il suo centro storico e culturale,. Conta oltre 3.600 abitanti e si estende su un terrazzo fluvio-glaciale in leggero pendio nel punto di maggiore estensione della valle. Sede dei principali servizi mandamentali (tra questi l'Ospedale civile) e degli uffici di valle, offre numerosi impianti di risalita, soprattutto nell'area sciistica dell'Alpe Cermìs, e tracciati per la pratica dello sci di fondo nel fondovalle e al Passo Lavazè. Una visita particolare merita l'artistico ed antico Palazzo Vescovile, sede della Magnifica Comunità Generale di Fiemme.
La storia di Cavalese risale ad epoche antichissime. I primi insediamenti abitativi si svilupparono lungo il rio Gambis, affluente dell'Avisio che nasce in località Bus nella valle a sud di Passo Lavazè le cui piene furono la causa della distruzione di quello che, nel XII secolo, aveva il nome di Cadrubio. Verso la metà del 1500 venne iniziata l'opera di contenimento del rio con solidi e pittoreschi argini. Lungo il rio sorsero così mulini, officine da fabbro e per la lavorazione del rame, tintorie, concerie e segherie. Attualmente alcune strutture sono ancora conservate e certificano questa parte di storia: la segherie di Cavalese, il molino di Chelodi Giulio e quello di Bortolo Betta.
Nel Settecento Cavalese fu centro culturale di notevole interesse soprattutto per la presenza della scuola pittorica di Giuseppe Alberti (1640-1716) nella quale appresero l'arte, fra gli altri, Michelangelo e Francesco Unterberger, iniziatori della famiglia dei pittori cavalesani. A Cavalese si trova anche il Parco Storico della Pieve con i tigli che risalgono al 1500 e il cosiddetto "Banco de la reson" dove anticamente si riunivano, il 15 agosto di ogni anno, i rappresentanti della valle. Notevoli sono i resti dei manufatti lungo la linea dell'ex fronte italo-austriaco della Prima Guerra Mondiale sulla catena del Lagorai.
Cavalese offre un condensato di insigni testimonianze architettoniche ed artistiche: la chiesa secentesca dei Francescani, la torre civica di S. Sebastiano e quella romanica di S. Valerio, edificata sulle rovine di un preesistente castello, il santuario neoclassico dell'Addolorata, le case Ringler e Riccabona, nobilitate da affreschi quattro-cinquecentesche e numerose altre pitture murali disseminate nel centro storico, risalente nelle forme attuali al 1500, ma che nella struttura lascia trasparire le origini alto medievali.
Sulla strada per il Passo Lavazè a nord di Cavalese e ai piedi del monte Corno Nero (detto anche Rocca), si incontrano due dei più tipici villaggi fiemmesi: Daiano e Varena. Daiano è il paese più tranquillo e soleggiato della valle. Al pari degli altri paesi a lui contigui, si trova in posizione ottimale per raggiungere in breve tempo le principali aree attrezzate per lo sci alpino e nordico, e in estate le più note mete escursionistiche. In bella posizione adagiata ai piedi del monte, Varena conta 780 abitanti ed è fra i nuclei abitati più antichi del Trentino. E' famosa per l'antico stabilimento bagni che nel 1880 era noto per le cure dei bagni di fieno con erbe aromatiche raccolte agli Occlini ed in passato anche per la raccolta e la vendita del corbezzolo. L'altopiano del Passo Lavazè, a 10 chilometri da Varena, è molto bello dal punto di vista paesaggistico ed è considerato un paradiso dello sci nordico con oltre 50 chilometri di piste, alle quali si aggiungono alcuni impianti di risalita e piste per lo sci da discesa. Caratteristica di Daiano, come anche di Varena, sono le numerose fontane ottocentesche scavate in un unico blocco di porfido, dalle quali sgorgava la "miglior acqua potabile della Valle".
Scendendo verso la parte meridionale della valle ecco Carano, situato su un terrazzo naturale in posizione che domina la vallata, da cui si dipartono numerosi sentieri escursionistici e passeggiate. La Valle del Rio Val, detta anche Val d'Osta, divide il paese in due parti: la Villa, che è l'agglomerato principale e più elevato, e Radòe, dove sorge la chiesa. Nel 1570 sulla zona si abbattè una terribile carestia, a ricordo della quale, lungo il muro che fiancheggia la strada che viene da Cavalese, c'è il Sas del la fam, "Fati lano dela fame 1570". Rinomato era il laboratorio per la distillazione di acqua di melissa secondo la formula dei Carmelitani scalzi di Venezia, qui trapiantata da un frate di Carano dopo la soppressione del monastero trentino delle Laste.
Meno di 5 chilometri separano Cavalese da Castello di Fiemme, comune che conta poco meno di 2.000 abitanti ed è composto da due frazioni e che mantiene ancora viva la trama edilizia del centro storico di origine. Il castello da cui prende il nome, situato in luogo visibile da gran parte della bassa e media valle, era tenuto dagli Enn-Caldiff ministeriali dei conti di Appiano. Nel 1296 fu occupato e poi dato alle fiamme dai valligiani che ottennero da Enrico, conte del Tirolo, la promessa che la rocca non sarebbe stata ricostruita. Da ammirare sono anche le case rustico-signorili con lignee scale esterne e la Madonnina affrescata sulla facciata.
Situata in riva al torrente Avisio, si arriva poi a Molina di Fiemme, noto in passato soprattutto per la presenza di mulini, orami totalmente scomparsi. Tanta natura, numerose escursioni sul versante del Lagorai e, d'inverno, buone possibilità per lo sci di fondo grazie alla pista che da metà gennaio si collega con altri anelli della valle, sono il suo biglietto da visita. Il paese ha massicce case fiemmesi, con sovrastrutture lignee e androni. I tetti, a due o quattro falde, sono coperti da tavolette a squame di ceramica che si producevano nelle fornaci locali e che venivano usate dalla Val di Cembra, alla bassa e medi a Val di Fiemme in alternativa alle scandole. I nuclei più antichi sono disposti ai fianchi della strada che viene da Cembra.
Chiudono la Val di Fiemme all'estremità sud-occidentale i comuni di Capriana, 550 abitanti adagiato su un pendio dal quale si gode un suggestivo panorama, e Valfloriana, 577 abitanti, la cui particolarità sta nel l'essere composto da dieci frazioni, arroccate lungo l'estremità sud-ovest della Val di Fiemme, sulla sinistra orografica dell'Avisio. Al pari di Capriana, anche Valfloriana, ha un turismo di carattere familiare con buone prospettive per un suo consolidamento.
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